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Il viaggio interstellare delle molecole di fosforo

17 gennaio 2020
Riscontrate sulla cometa 67P-C/G tracce di monossido di fosforo formatesi in determinate regioni di formazione stellare.

Il fosforo è un elemento essenziale per la vita così come la conosciamo, presente nel nostro DNA e nelle membrane cellulari. Ma come sia arrivato in origine sulla Terra ancora non lo sappiamo. Un nuovo studio che combina i dati raccolti dalla missione Rosetta nella Cometa 67P - Churyumov/Gerasimenko con le osservazioni del radiointerferometro ALMA (Atacama Large Millimeter Array) della regione di formazione stellare AFGL 5142 ha rivelato, per la prima volta, dove le molecole contenenti fosforo si formano nell'Universo.
Le nuove stelle e i sistemi planetari sorgono in regioni simili a nuvole di gas e polvere, luoghi ideali per iniziare la ricerca dei mattoni della vita. Osservando questi vivai con ALMA, è possibile individuare i siti di formazione di molecole contenenti fosforo che sembrano essere state create durante la formazione di enormi stelle. Mentre i flussi di gas provenienti da giovani stelle massicce aprono cavità nel materiale che compone la nuvola che le circonda, le molecole contenenti fosforo si formano sulle pareti della cavità attraverso l'azione combinata di shock e radiazioni della neo nata stella. Gli astronomi hanno anche dimostrato che il monossido di fosforo, che combina il fosforo con un atomo di ossigeno, è la molecola più abbondante nelle pareti della cavità di questa particolare regione di formazione stellare.
Seguendo la scia cosmica di questo composto fondamentale per la vita, il team ho iniziato a osservare degli elementi più vicini alla Terra: le comete nel Sistema Solare. Se le pareti della cavità di una nuvola interstellare collassano per formare una stella, specialmente quelle a bassa massa come il nostro Sole, il monossido di fosforo può congelare e rimanere intrappolato nei granelli di polvere ghiacciata che rimangono attorno alla nuova stella. Ancor prima che la stella sia completamente formata, quei granelli di polvere si uniscono per formare ciottoli, rocce e infine comete, che diventano così trasportatori di monossido di fosforo.
Lo strumento ROSINA della sonda Rosetta, che ha raccolto dati sulla cometa 67P-C/G per oltre due anni, aveva trovato tracce di fosforo sulla cometa già nel 2016, ma non era chiaro quale molecola lo avesse trasportato fino a lì. Dopo che le osservazioni di ALMA hanno suggerito che il monossido di fosforo fosse un ottimo candidato, gli scienziati sono tornati a verificare le rilevazioni di ROSINA e hanno trovato tracce di questa molecola nella cometa 67P-C/G. La combinazione dei dati ALMA e ROSINA ha rivelato una sorta di filo chimico durante l'intero processo di formazione stellare, in cui il monossido di fosforo svolge un ruolo dominante.
l rilevamento del monossido di fosforo è avvenuto grazie a uno scambio interdisciplinare tra i telescopi sulla Terra e gli strumenti nello spazio. Questo e simili risultati testimoniano la sinergia tra pionieristiche missioni spaziali e le strutture astronomiche terrestri all'avanguardia come quelle gestite in Cile dall'Osservatorio europeo australe (ESO, dall'inglese European Southern Observatory), del quale il progetto ALMA è una collaborazione internazionale con l'Europa.

fonti: ESA

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