Deep Space Network IT

Trovate lastre di ghiaccio fratturato su Marte

22 novembre 2019
Grazie alle rilevazione dell'orbiter Marx Express dell'ESA gli scienziati hanno scoperto che nel punto in cui si incontrano i due emisferi di Marte il pianeta è coperto da un terreno frantumato, segno inequivocabile del passaggio di flussi di materiale ghiacciato.

Grazie alle rilevazione dell'orbiter Marx Express dell'ESA gli scienziati hanno scoperto che nel punto in cui si incontrano i due emisferi di Marte il pianeta è coperto da un terreno frantumato: un segno che flussi lenti ma costanti di materiale ghiacciato si sono fatti strada attraverso il paesaggio, scolpendo una rete fratturata di valli, scogliere e tumuli isolati di roccia.
Gli emisferi di Marte sono drasticamente diversi. Le pianure pianeggianti settentrionali si trovano fino a tre chilometri al di sotto delle aspre alture meridionali, e la superficie nelle regioni settentrionali di Marte sembra essere molto più giovane delle antiche andane del sud. Quando queste regioni si incontrano possono formare aree di transizione piene di una vasta gamma di intriganti caratteristiche geologiche, modelli e processi: un tipo di paesaggio unico su Marte noto come terreno irregolare. Esso si trova in un paio di settori chiave su Marte e un buon esempio sono le strutture geologiche denominate Deuteronilus Mensae.
Questo paesaggio mostra segni chiari e diffusi di erosione significativa e duratura. Gli scienziati ritengono che questo terreno abbia subito una vasta attività glaciale passata in numerose epoche marziane. Si pensa che i ghiacciai si siano lentamente e allontanati nelle pianure e negli altipiani che un tempo coprivano questa regione, lasciando sulla loro scia solo una manciata di tumuli di roccia ripidi, piatti e isolati.
Gli studi di questa regione effettuati dal Mars Reconnaissance Orbiter della NASA hanno inoltre dimostrato che la maggior parte degli elementi geologici osservati contengono alti livelli di ghiaccio d'acqua. Le stime collocano il contenuto di ghiaccio nella regione in alcuni casi fino al 90%. Ciò suggerisce che, piuttosto che ospitare singole sacche o ghiacciai occasionali, la Deuteronilus Mensae può effettivamente rappresentare i resti di una vecchia calotta di ghiaccio regionale. Una volta questa calotta glaciale potrebbe aver coperto l'intera area, adagiata sugli altopiani e sulle pianure. Man mano che il clima marziano cambiava, questo ghiaccio ha cominciato a spostarsi e scomparire rivelando lentamente la roccia sottostante.
La missione continuerà a esplorare il Pianeta Rosso in attesa del rover ExoMars (Rosalind Franklin) in arrivo del 2021.

fonti: ESA

Dello stesso argomento
  • New Horizons: dopo 5 anni ecco cosa sappiamo di Plutone
    16 luglio 2020
    Il 14 Luglio del 2015 la sonda spaziale New Horizons sorvolava per la prima volta nella storia dell'umanità Plutone, l'ultimo "pianeta" del Sistema Solare che ancora non era stato visitato. A cinque anni di distanza ecco le 10 scoperte più importanti che sono state fatte su questo mondo così lontano.
  • NASA, il Lunar Flashlight illuminerà i crateri più oscuri
    28 aprile 2020
    A supporto delle prossime missioni Artemis dirette verso la Luna la NASA farà partire a Novembre il Lunar Flashlight, un satellite di tipologia Cubesat che si occuperà della ricerca di acqua al Polo Sud lunare.
  • ExoMars: le foto della primavera nei crateri marziani
    05 agosto 2020
    Una nuova serie di immagini catturate questa primavera dalla sonda ExoMars dell'ESA in collaborazione con la ROSCOSMOS, mostrano una serie di interessanti caratteristiche geologiche sulla superficie di Marte osservate proprio mentre il pianeta superava l'equinozio di primavera.
  • Arriva BRUIE, il nuovo esploratore sottomarino
    21 novembre 2019
    Entro la fine del mese la NASA porterà in Antartide per una fase di test BRUIE, il nuovo rover sottomarino sviluppato dagli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, per studiare gli oceani coperti di ghiaccio come quelli di Europa o Encelado.
  • Juno: le prime immagini del polo nord di Ganimede
    24 luglio 2020
    La sonda Juno ha inviato le prime immagini del sorvolo ravvicinato con la mappatura all'infrarosse del polo nord di Ganimede, la luna di Giove e nono oggetto più grande del Sistema Solare.