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BepiColombo: gli ultimi scatti durante il sorvolo della Terra

17 aprile 2020
La missione dell'ESA/JAXA ha completato il suo primo sorvolo venerdì 10 aprile quando la sonda è transitata a meno di 12700 km dalla superficie terrestre alle 06:25 CEST, portando la sua traiettoria verso la destinazione finale: Mercurio. Le immagini raccolte poco prima del punto più vicino ritraggono il nostro pianeta che brilla nell'oscurità, durante uno dei periodi più difficili dell'umanità nella storia recente.

Lanciato nel 2018, BepiColombo procede nel suo viaggio di sette anni verso il pianeta Mercurio, il più piccolo e più vicino al Sole che contiene importanti indizi sulla formazione e l'evoluzione dell'intero Sistema Solare.
Il 10 Aprile è avvenuto il primo dei nove sorvoli che, insieme al sistema di propulsione di bordo, aiuteranno il veicolo spaziale a raggiungere la sua orbita attorno a Mercurio. I prossimi due sorvoli saranno di Venere e infine gli altri sei attorno a Mercurio stesso. Mentre la manovra ha sfruttato la gravità terrestre per regolare il percorso del veicolo spaziale e non ha richiesto alcuna operazione attiva, come l'accensione dei propulsori, poco dopo aver raggiunto il punto più vicino alla Terra vi sono stati 34 minuti critici dovuti al passaggio della sonda dietro l'ombra del pianeta. Questa fase di eclissi è stata la parte più delicata del sorvolo con BepiColombo che ha dovuto passare attraverso l'ombra della Terra senza ricevere la luce solare diretta per la prima volta dopo il lancio. Per prepararsi all'eclissi prevista, gli operatori di missione hanno caricato completamente le batterie del veicolo spaziale e hanno riscaldato in anticipo tutti i componenti monitorando attentamente la temperatura di tutti i sistemi di bordo durante il periodo al buio, tra le 07:01 e le 07:35 CEST.
Le operazioni spaziali non sono mai di routine nel centro di controllo della missione dell'ESA a Darmstadt, in Germania, ma questo sorvolo ha avuto un imprevisto in più. La manovra, programmata con largo anticipo e impossibile da rimandare, doveva essere preparata con personale limitato in loco, tra le misure di distanza sociale adottate dall'Agenzia in risposta alla pandemia di coronavirus in corso; ma le restrizioni non hanno avuto alcun impatto sul successo dell'operazione.
Mentre BepiColombo si è affacciato sul nostro pianeta, la maggior parte degli strumenti scientifici sul Mercury Planetary Orbiter dell'ESA - una delle due sonde scientifiche che compongono la missione - sono stati accesi e numerosi sensori sono stati attivati anche sul secondo componente della missione costruito dalla JAXA e noto anche come MIO (Mercury Magnetospheric Orbiter). Gli scienziati useranno i dati raccolti durante il sorvolo, che includono immagini della Luna e misurazioni del campo magnetico terrestre, per calibrare gli strumenti che a partire dal 2026 studieranno Mercurio per risolvere il mistero di come si sia formato questo pianeta bruciato dal Sole.

La nostra casa vista dallo spazio

Il 9 aprile, prima del sorvolo, e successivamente, poco prima di disattivarsi, le telecamere di monitoraggio di BepiColombo hanno scattato una serie di immagini della Terra dallo spazio, immaginando il nostro pianeta in questi tempi difficili per tutti gli esseri umani sia in Europa che e nel mondo. "Questi selfie dallo spazio sono modesti e mostrano il nostro pianeta, la casa comune che condividiamo, in uno dei periodi più preoccupanti e incerti che molti di noi hanno attraversato", ha detto Günther Hasinger, direttore scientifico dell'ESA, che ha anche seguito l'evento a distanza da casa, in Spagna.
"Siamo scienziati che pilotano veicoli spaziali per esplorare il Sistema Solare e osservare l'Universo alla ricerca delle nostre origini cosmiche, ma prima di questo siamo umani, che si prendono cura gli uni degli altri e affrontano insieme un'emergenza planetaria. Quando guardo queste immagini, mi viene in mente la forza e la resilienza dell'umanità, le sfide che possiamo superare quando facciamo squadra e vorrei che trasmettessero lo stesso senso di speranza per il nostro futuro. "

fonti: ESA, JAXA

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