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OSIRIS-REx cattura l'emissione di un buco nero

03 marzo 2020
Studenti universitari e ricercatori NASA che lavorano alla missione presso l'asteroide Bennu hanno osservato inaspettatamente un fenomeno a 30 mila anni luce di distanza.

Lo scorso autunno, lo Spettrometro di imaging a raggi X (REXIS) a bordo della navicella spaziale OSIRIS-REx della NASA ha rilevato delle emissioni di un buco nero nella costellazione della Colomba mentre svolgeva osservazioni sui bordi dell'asteroide Bennu.
REXIS, uno strumento delle dimensioni di una scatola da scarpe, è stato progettato per misurare i raggi X che Bennu emette in risposta alla radiazione solare in arrivo. I raggi X sono una forma di radiazione elettromagnetica, come la luce visibile, ma con un'energia molto più elevata. REXIS è un esperimento condotto da studenti in collaborazione con i ricercatori del MIT e di Harvard, che hanno proposto, costruito e gestito lo strumento.
L'11 novembre 2019 mentre REXIS stava eseguendo osservazioni scientifiche dettagliate su Bennu, ha catturato dei raggi X che si irradiavano da un punto all'esterno del bordo dell'asteroide ma, dopo aver effettuato i primi controlli, non vi è stato alcun riscontro di oggetti precedentemente catalogato in quella posizione nello spazio. L'oggetto luminoso si è rivelato essere una stella binaria a raggi X con un buco nero appena divampato, scoperta appena una settimana prima dal telescopio giapponese MAXI e in seguito confermata dal telescopio NICER (Neutron Star Interior Composition Explorer) della NASA. Sia il MAXI che il NICER operano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e hanno osservato l'evento a raggi X dalla bassa orbita terrestre. REXIS invece ha registrato la stessa attività a milioni di miglia dalla Terra mentre orbitava attorno a Bennu, la prima emissione rilevata dallo spazio interplanetario.
La ricezione di tale segnale da parte di REXIS è un importante segnale che indica come lo strumento stia funzionando e nel livello di qualità previsto dalle missioni NASA. Le esplosioni di raggi X, come quella emessa dal buco nero appena individuato, possono essere osservate soltanto dallo spazio poiché l'atmosfera protettiva della Terra scherma il nostro pianeta dai raggi X. Queste emissioni di raggi X si verificano quando un buco nero attira la materia da una stella normale che è in orbita attorno ad essa. Mentre la materia si accumula sul disco di accrescimento che circonda il buco nero, un'enorme quantità di energia viene rilasciata nel processo sotto forma di raggi X.

La missione OSIRIS-Rex è in pieno svolgimento e attualmente sta mappando la superficie dell'asteroide Bennu per prepararsi al prelievo di campioni che avverrà nel Luglio prossimo.

fonti: NASA

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