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Voyager 2: nuovi dati dallo spazio interstellare

06 novembre 2019
Esattamente un anno fa (il 5 Novembre 2018) la sonda Voyager 2 superava l'Eliosfera raggiungendo così lo Spazio Interstellare come la sua gemella Voyager 1 nel 2012.

Esattamente un anno fa (il 5 Novembre 2018) la sonda Voyager 2 superava l'Eliosfera raggiungendo così lo Spazio Interstellare come la sua gemella Voyager 1 nel 2012. A distanza di un anno, 5 studi pubblicati su Nature Astronomy dal team dell'Università dell'Iowa che si occupa dello studio dei dati raccolti dallo strumento PWS (Plasma Wave Subsystem) sul plasma ci confermano questo passaggio.
La sonda è risultata transitare da un ambiente con plasma caldo e a bassa densità, tipico dell’Eliosfera, a uno con plasma composto da gas più freddi e densi, che invece è caratteristico dello Spazio Interstellare. Quest'ultimo inoltre risulta ricco di raggi cosmici e particelle accelerate da esplosioni di stelle che sono schermati al 70% proprio dall'Eliosfera, elementi che sarebbero estremamente dannosi per la vita sul nostro pianeta.
Tuttavia ci sono ancora domande e dubbi irrisolti. L'Eliosfera infatti è come una sorta di bolla di particelle e campi magnetici formata dal moto del nostro Sistema Solare. Uno degli strumenti della Voyager 2 ha individuato una sorta di rivolo di particelle che dall'interno dell'Eliosfera sta fuoriuscendo verso lo Spazio Interstellare. Ciò potrebbe essere spiegato dalla diversa traiettoria delle due sonde: la Voyager 1 è uscita vicino alla "parte anteriore" dell'Eliosfera (in relazione al movimento della bolla attraverso lo spazio) mentre la Voyager 2 si trova invece più vicina al fianco, in una regione che sembra essere più porosa.
Le due sonde hanno confermato che il plasma nello Spazio Interstellare è significativamente più denso del plasma all'interno dell'Eliosfera, proprio come si aspettavano gli scienziati, e la Voyager 2 ha anche misurato la sua temperatura rilevando che è più fredda. Però nel 2012 Voyager 1 ha osservato, appena fuori dall'Eliosfera, una densità plasmatica leggermente superiore alle aspettative indicando che lì il plasma è in qualche modo compresso. E ora la Voyager 2 ha riscontrato che il plasma esterno all'Eliosfera è anche leggermente più caldo del previsto, confermando questa compressione. La Voyager 2 ha visto anche un leggero aumento della densità del plasma appena prima della sua uscita dall'Eliosfera, indicando che il plasma risulta compresso attorno al bordo interno della bolla. Però gli scienziati non sono in grado di stabilire con precisione da cosa sia causato.
Anche il campo magnetico ha riservato delle sorprese. Il magnetometro di Voyager 2 ha confermato una rilevazione di Voyager 1: il campo magnetico nella regione appena oltre l'Eliopausa è parallelo al campo magnetico all'interno dell'Eliosfera. Con Voyager 1 gli scienziati avevano solo un campione di analisi e non potevano dire con certezza se l'allineamento apparente fosse caratteristico dell'intera regione esterna o solo una coincidenza.
Lo studio di questi fenomeni continuerà fintanto che le sonde Voyager avranno energia a sufficienza per rilevare e trasmettere dati, come stanno facendo instancabilmente da oltre quarant'anni.

fonti: NASA, Jet Propulsion Laboratory

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