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Nuove intriganti scoperte per TESS

01 agosto 2019
Arrivano nuovi importanti risultati dalla missione TESS a pochi giorni dal compimento del primo anno di osservazioni.

Arrivano nuovi importanti risultati dalla missione TESS a pochi giorni dal compimento del primo anno di osservazioni. Il telescopio della NASA ha scoperto tre nuovi esopianeti, tra i più piccoli e più vicini individuati sino a oggi, orbitanti attorno a una stella nana chiamata Toi-270 a 73 anni luce da noi.
La scoperta è stata pubblicata su Nature Astronomy ed è una degli obiettivi primari della missione: dimostrare l'esistenza di pianeti sub-nettuniani, ossia più piccoli dei nostri giganti gassosi ma più grandi dei pianeti rocciosi. Il Sistema Solare infatti è privo di pianeti che abbiano dimensioni intermedie tra la Terra e Nettuno, questi esopianeti rappresentano quindi l'occasione di studiare l'anello mancante nel nostro sistema.
I tre esopianeti sono stati nominati rispettivamente Toi-270b, Toi-270c e Toi-270d: una piccola super-terra rocciosa con una massa statisticamente prevista di 1.9 masse terrestri e orbitante a 0.03 unità astronomiche dalla stella e due sub-nettuniani, grandi circa la metà di Nettuno (6.6 e 5.4 le masse previste), a 0.05 e 0.07 unità astronomiche.
Diversamente da quanto avviene nel Sistema Solare, i cui pianeti presentano un intervallo di dimensioni molto ampio, questi esopianeti hanno tutti e tre dimensioni molto simili. Toi-270d, il più lontano dei due subnettuni (che hanno orbite di 5 e 11 giorni) si trova all'interno di quella che è considerata una zona temperata, questo permetterebbe alla parte superiore della sua atmosfera di supportare forme di vita. Ma un intenso effetto serra potrebbe rendere la sua superficie troppo rovente per la presenza di acqua o esseri viventi.
La stella madre Toi-270 è relativamente vicina a noi ed essendo un nana rossa di tipo spettrale M è risultata essere insolitamente calma e con una luminosità costante. Questo renderà più agevole la misurazione dei pianeti per rilevare masse e composizioni atmosferiche.

fonti: NASA, MIT

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