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Un nuovo piano di gestione dell'energia per le sonde Voyager

09 luglio 2019
La NASA sta mettendo a punto un nuovo piano per la gestione dell'energia delle sonde Voyager che, grazie a un'attenta gestione e a molta creatività, gli ingegneri sono stati in grado di mantenere attive da ben 42 anni.

La NASA sta mettendo a punto un nuovo piano per la gestione dell'energia delle sonde Voyager che, grazie a un'attenta gestione e a molta creatività, gli ingegneri sono stati in grado di mantenere attive da ben 42 anni. L'obiettivo è di prolungare il più possibile le attività delle due sonde: essendo infatti oltre l'Eliosfera ogni giorno rappresenta una nuova scoperta.
Non solo le rilevazioni della missione Voyager forniscono all'umanità osservazioni di territori inesplorati, ma aiutano a comprendere la natura stessa dell'energia e delle radiazioni nello spazio: informazioni chiave per proteggere le missioni e gli astronauti anche quando sono più vicini alla Terra.
I responsabili delle missioni hanno recentemente disattivato un riscaldatore per lo strumento CRS su Voyager 2. Tale sonda infatti possiede uno strumento in più rispetto alla gemella Voyager 1 e quindi il decadimento energetico è maggiore. Nonostante lo spegnimento del riscaldatore, gli scienziati hanno osservato che il CRS sta continuando a restituire dati sebbene funzioni ben al di sotto delle temperature alle quali era stato testato.
Le sonde dovrebbero continuare a funzionare con gli attuali strumenti attivi sino al 2021 per arrivare al 2025 con almeno uno strumento ancora funzionante ma si spera che il nuovo piano energetico possa prolungare ulteriormente questo limite.

fonti: NASA, Jet Propulsion Laboratory

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