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Juno: le prime immagini del polo nord di Ganimede

24 luglio 2020
La sonda Juno ha inviato le prime immagini del sorvolo ravvicinato con la mappatura all'infrarosse del polo nord di Ganimede, la luna di Giove e nono oggetto più grande del Sistema Solare.

Diretta verso la sua orbita sin dal sorvolo di Giove del 26 dicembre 2019, la sonda Juno della NASA ha volato in prossimità del polo nord del nono oggetto più grande del Sistema Solare, la luna Ganimede. Le immagini raccolte dallo strumento JIRAM (Jovian Infrared Auroral Mapper) forniscono la prima mappatura a infrarossi della frontiera settentrionale dell'imponente luna gioviana.
Ganimede, l'unica luna nel Sistema Solare a essere più grande del pianeta Mercurio, è costituita principalmente da ghiaccio d'acqua. La sua composizione contiene indizi fondamentali per comprendere l'evoluzione delle 79 lune gioviane dal momento della loro formazione ad oggi.

Ganimede è anche l'unica luna nel Sistema Solare a possedere un proprio campo magnetico. Sulla Terra, il campo magnetico fornisce un percorso per il plasma (particelle cariche dal Sole) per entrare nella nostra atmosfera e creare aurore. Poiché Ganimede non ha atmosfera per impedire il loro progresso, la superficie ai suoi poli viene costantemente bombardata dal plasma della gigantesca magnetosfera di Giove. E questo bombardamento ha un effetto drammatico sul ghiaccio di Ganimede.
"I dati di JIRAM mostrano che il ghiaccio, presente al polo nord e nei dintorni di Ganimede, è stato modificato dalla precipitazione del plasma", ha detto Alessandro Mura, un co-investigatore di Juno presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma. "È un fenomeno che abbiamo potuto conoscere per la prima volta grazie a Juno perché siamo stati in grado di vedere il polo nord nella sua interezza".

Il ghiaccio vicino a entrambi i poli della luna è amorfo. Questo perché le particelle cariche seguono le linee del campo magnetico della luna verso i poli, dove hanno un impatto, provocando il caos sul ghiaccio presente, impedendogli di avere una struttura ordinata (o cristallina). In effetti, le molecole di acqua congelata rilevate su entrambi i poli non hanno un ordine apprezzabile per la loro disposizione e il ghiaccio amorfo ha una firma dello spettro a infrarossi diversa rispetto al ghiaccio cristallino trovato all'equatore di Ganimede.
"Questi dati sono un altro esempio della grande scienza con la quale Juno è in grado di osservare le lune di Giove", ha dichiarato Giuseppe Sindoni, responsabile del programma dello strumento JIRAM per l'Agenzia Spaziale Italiana.
JIRAM è stato progettato per catturare la luce infrarossa che emerge dal profondo di Giove, sondando lo strato meteorologico fino a 50-70 chilometri sotto le cime delle nuvole di Giove. Ma lo strumento può anche essere usato per studiare le lune Io, Europa, Ganimede e Callisto (anche note come lune galileiane per il loro scopritore, Galileo).

Sapendo che la cima di Ganimede sarebbe stata in vista di Juno, il 26 dicembre durante il sorvolo di Giove, il team della missione ha programmato la sonda per girarsi in modo che strumenti come JIRAM potessero vedere la superficie di Ganimede. Nel tempo in cui ha svolto il sorvolo di Ganimede - a circa 100.000 chilometri dalla sua superficie - JIRAM ha raccolto 300 immagini a infrarossi della superficie, con una risoluzione spaziale di 23 chilometri per pixel.

I segreti della più grande luna di Giove rivelati da Juno e JIRAM andranno a beneficio della prossima missione prevista in questo mondo ghiacciato. La missione di esplorazione delle lune JUICE dell'ESA è stata programmata per svolgere un'esplorazione di 3 anni e mezzo della magnetosfera di Giove, della sua atmosfera turbolenta e delle sue lune ghiacciate Ganimede, Callisto ed Europa a partire dal 2030. La NASA fornirà uno spettrografo ultravioletto insieme a sottosistemi e componenti per due strumenti aggiuntivi: il pacchetto Particle Environment e l'esperimento Radar for Icy Moon Exploration.

fonti: NASA Jet Propulsion Laboratory

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