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InSight: la talpa ha ripreso a scavare aiutata dal braccio del lander

09 luglio 2020
Il lander InSight della NASA ha utilizzato il braccio robotico per aiutare la sonda di calore nota come "talpa" a scavare su Marte. La missione sta dando il primo sguardo al profondo interno del Pianeta Rosso per rivelare dettagli sulla formazione di Marte e, in definitiva, tutti i pianeti rocciosi, compresa la Terra. Ora che il braccio robotico del lander ha aiutato la talpa a rimanere sottoterra, riprenderà le attività scientifiche che sono state sospese.

Simile a un battipalo lungo lungo 40 centimetri, la talpa auto-martellante ha avuto difficoltà ad entrare nel suolo marziano sin dal febbraio del 2019. Ora, grazie ai recenti sforzi per spingere la talpa con la paletta posta all'estremità del braccio robotico di InSight, è per lo più sepolta. Ma resta da vedere se sarà in grado di scavare abbastanza in profondità - almeno 3 piedi - per ottenere una lettura accurata della temperatura del pianeta. Le immagini scattate da InSight durante una sessione di scavo avvenuta sabato 20 giugno mostrano frammenti di terreno che scivolano all'interno della paletta, una possibili prova che la talpa ha iniziato a rimbalzare sul posto, battendo contro il fondo della paletta.
Mentre la campagna per salvare la talpa continua, il braccio verrà utilizzato per aiutare a svolgere altri lavori scientifici e ingegneristici. Ecco cosa ci si può aspettare nei prossimi mesi dalla missione, guidata dal Jet Propulsion Laboratory della NASA nel sud della California.

Quale sarà il prossimo passo per la talpa?

La talpa fa parte di uno strumento chiamato Heat Flow and Physical Properties Package, o HP3 , che il German Aerospace Center (DLR) ha fornito alla NASA. Mentre la paletta posta all'estremità del braccio di InSight ha impedito alla talpa di fuoriuscire di nuovo dalla sua fossa, impedisce anche alla telecamera del braccio di osservare la talpa e la fossa scavata attorno ad essa. Nelle prossime settimane, il team sposterà il braccio per valutare meglio come il suolo e la talpa hanno interagito.
La talpa ha bisogno di attrito dal suolo per scavare. Ironia della sorte, un terreno granuloso fornisce quell'attrito mentre collassa attorno alla talpa. Ma il terreno sotto InSight ha dimostrato di essere un duricrust simile al cemento, con i granuli che tendono ad accattarsi assieme. Di conseguenza, il rinculo dall'azione auto-martellante della talpa la fa rimbalzare sul posto. Quindi tra le prossime mosse potrebbero esserci quella di fornire quell'attrito raschiando o scavando il terreno vicino per riempire la fossa in cui si trova la talpa.

Qual sarà il prossimo passo per il braccio di InSight?

InSight è atterrato su Marte il 26 novembre 2018. Il suo braccio robotico ha successivamente deposto sulla superficie del pianeta l'HP3, un sismometro e lo scudo termico e antivento del sismometro stesso. Mentre il braccio è stata la chiave per aiutare la talpa, scienziati e ingegneri sono ansiosi di utilizzare la fotocamera del braccio per spostarsi a verificare i pannelli solari di InSight, cosa che non hanno più fatto dal 17 luglio 2019.
È la stagione polverosa su Marte e probabilmente i pannelli sono ricoperti da un sottile strato di particelle bruno-rossastre. Stimare la quantità di polvere presente sui pannelli solari consentirà agli ingegneri di comprendere meglio l'alimentazione giornaliera di InSight.
Gli scienziati vogliono anche riprendere a usare il braccio per individuare le meteore che solcano il cielo notturno, come già fatto in precedenza nella missione. Ciò potrebbe aiutarli a prevedere la frequenza con cui le meteore colpiscono questa parte del pianeta. Potrebbero anche effettuare un controllo incrociato per vedere se i dati del sismometro di InSight rivelano un impatto meteorico su Marte nello stesso momento.

Quale sarà il futuro del sismometro?

Il sismometro di InSight, chiamato Sismic Experiment for Interior Structure (SEIS), ha rilevato il suo primo "martemoto" quasi tre mesi dopo aver iniziato le sue misurazioni nel gennaio 2019. Nell'autunno del 2019, stava rilevando un potenziale sisma o due al giorno. Mentre il SEIS ha rilevato complessivamente più di 480 segnali sismici, il tasso è sceso a meno di uno a settimana.
Questa variazione di frequenza è legata alle variazioni stagionali della turbolenza atmosferica che crea rumore che riesce a coprire i piccoli segnali di terremoti. Nonostante la calotta protettiva e lo scudo termico, il SEIS è talmente sensibile che anche il vento che colpisce il suo scudo può rendere più difficile isolare i rumori terremoti.

fonti: NASA Jet Propulsion Laboratory

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