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Scoperta su Giove la "macchia di Clyde"

06 luglio 2020
Grazie alla segnalazione di un astronomo dilettante avvenuta alla fine di maggio, la sonda Juno, durante l'ultimo sorvolo di Giove del 2 giugno, è riuscita a catturare l'immagine di una nuova piccola macchia di forma ovale.

Una delle ultime immagini inviate dalla sonda Juno della NASA ha immortalato diverse tempeste nell'emisfero meridionale di Giove. Alcune di queste, tra cui la Grande Macchia Rossa visibile nella parte in alto a sinistra, sono attive nell'atmosfera del pianeta da molti anni. Ma quando Juno ha ottenuto questo scatto di Giove, la tempesta più piccola di forma ovale al centro dell'immagine era nuova di zecca.
La nuova macchia è stata scoperta dall'astronomo dilettante Clyde Foster di Centurion, in Sudafrica. La mattina presto del 31 maggio 2020, mentre inquadrava Giove con il suo telescopio, Foster ha notato un nuovo punto che appariva luminoso grazie a un filtro sensibile alle lunghezze d'onda della luce in cui il gas metano nell'atmosfera di Giove ha un forte assorbimento. E questo punto non era visibile nelle immagini catturate poche ore prima dagli astronomi in Australia.
Il 2 giugno 2020, appena due giorni dopo le osservazioni di Clyde Foster, Juno ha eseguito il suo 27° sorvolo ravvicinato del pianeta. La sonda può solo inquadrare una porzione relativamente sottile delle cime delle nuvole di Giove durante ogni passaggio e, sebbene Juno non viaggiasse direttamente sull'area, il passaggio era abbastanza vicino da consentire al team della missione di ottenere uno scatto dettagliato della nuova caratteristica, informalmente soprannominata "la macchia di Clyde".
La caratteristica è un pennacchio di materiale nuvoloso che è esploso sopra gli strati di nuvole superiori dell'atmosfera gioviana. Questi potenti "focolai" convettivi eruttano di tanto in tanto in questa banda di latitudini, nota come regione temperata meridionale (la JunoCam ha osservato un altro focolaio a questa latitudine il 7 febbraio 2018).



L'immagine soprastante mostra Giove catturato dal telescopio di Foster e la traiettoria approssimativa della sonda spaziale Juno mentre passava vicino al pianeta, viaggiando da nord a sud.

Un altro scienziato cittadino, Kevin M. Gill, ha creato l'immagine principale (quella di copertina) utilizzando i dati dello strumento JunoCam di Juno. Questa vista è una proiezione cartografica che combina cinque immagini JunoCam scattate il 2 giugno 2020, tra le 3:56 PDT (6:56 EDT) e le 4:25 PDT (7:25 EDT). Al momento dello scatto, Juno si trovava tra circa 45.000 e 95.000 chilometri dalle cime delle nuvole del pianeta a latitudini comprese tra i 48 gradi e 67 gradi sud.

Le immagini non elaborate della JunoCam sono disponibili al pubblico per essere analizzate e trasformate in prodotti di immagini su https://missionjuno.swri.edu/junocam/processing.

fonti: NASA

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